La Terra adesso
Il caldo, le perturbazioni, il vento, le correnti dell'oceano e la temperatura del mare, come si presentano in questo momento. Sotto ogni mappa c'è la spiegazione di che cosa stai guardando.
Quanto si è scaldata la Terra
Questo numero dice di quanto la temperatura media del pianeta è più alta rispetto a com'era fra il 1951 e il 1980. Non è la temperatura assoluta della Terra. Sembra poco, ma è una media che comprende i poli e gli oceani, e basta una frazione di grado perché ondate di calore e piogge violente diventino più frequenti.
La situazione sul pianeta
Quando la pagina si carica, la mappa mostra la situazione di adesso e si aggiorna da sola durante la giornata. Con la barra del tempo in fondo alla mappa puoi però spostarti anche nelle ore e nei giorni successivi, e in quel caso stai guardando una previsione. Non serve saperla leggere: i colori raccontano tutto, e qui sotto c'è la legenda che dice cosa significano.
I pulsanti qui sotto cambiano quello che la mappa mostra: il caldo, la pioggia, il vento, il mare. Uno alla volta.
Scrivi il nome della tua città nel campo qui sotto e la mappa ci si sposta sopra, anche se è un paese piccolo. In alternativa trascinala con il dito e ingrandiscila con due dita.
Ogni colore corrisponde a un valore, spiegato nella legenda qui sotto. Sul bordo inferiore della mappa trovi anche la scala con i numeri esatti. Il rosso non vuol dire pericolo: vuol dire soltanto "tanto".
La barra in fondo alla mappa scorre le ore. Trascinala verso destra, o premi il tasto di riproduzione, per vedere come dovrebbe evolvere nei giorni successivi.
Quanto ghiaccio è rimasto nell'Artico
Il mare attorno al Polo Nord ghiaccia d'inverno e si scioglie d'estate. Quanta superficie occupa quel ghiaccio si misura dallo spazio, giorno per giorno, dal 1978: i satelliti riconoscono il ghiaccio dall'acqua libera anche di notte e attraverso le nuvole.
Il confronto si fa con la media degli stessi giorni fra il 1981 e il 2010, che è il periodo di riferimento usato dagli enti che pubblicano questi dati.
Il ghiaccio marino galleggia già sull'acqua, quindi sciogliendosi non fa salire il livello dei mari: quello lo fanno i ghiacciai di terra e la dilatazione dell'acqua che si scalda. Il ghiaccio marino conta per un altro motivo, ed è che è bianco. Finché c'è, rimanda al cielo gran parte della luce solare; quando lascia il posto al mare aperto, che è scuro, quella stessa luce viene assorbita e riscalda ulteriormente l'acqua. Meno ghiaccio significa quindi più caldo, che a sua volta significa meno ghiaccio.
Quanto è salito il livello del mare
rispetto al 1993
Dieci centimetri in poco più di trent'anni sembrano trascurabili, e presi da soli lo sarebbero. Il dato che conta è un altro: il ritmo è raddoppiato. Nei primi anni Novanta il mare saliva di circa due millimetri l'anno, oggi siamo intorno a quattro e mezzo.
A far salire il mare sono due cose: l'acqua che arriva dai ghiacciai e dalle calotte che si sciolgono, e il fatto che l'acqua, scaldandosi, occupa più spazio. Anche senza aggiungere una goccia, un oceano più caldo è un oceano più voluminoso.
Il motivo per cui dieci centimetri contano è che il mare non arriva mai piatto. Le mareggiate partono da quel livello: alzata la base, ogni tempesta entra più addentro di prima, e su una costa bassa come buona parte di quella italiana pochi centimetri in verticale si traducono in molti metri in orizzontale.
Dove sta bruciando
I satelliti riconoscono gli incendi dal calore che emettono, e aggiornano la mappa più volte al giorno. Questi due servizi ufficiali non permettono di essere inseriti dentro altri siti, quindi si aprono in una scheda nuova.
Incendi nel mondo, NASA FIRMS
Ogni punto è un focolaio rilevato dai satelliti Terra, Aqua e Suomi-NPP nelle ultime ore. Copertura mondiale.
Apri la mappa NASA →Incendi in Europa, EFFIS
Il sistema europeo Copernicus: incendi attivi, superficie bruciata e rischio previsto, paese per paese.
Apri la mappa europea →Da dove arriva l'energia
Premi play: quella che vedi ferma è l'ultima fotografia, ma sotto c'è il filmato delle ultime ore, dove il Sole si muove davvero. Il video pesa parecchio e parte solo se lo chiedi tu, per non consumare dati inutilmente.
Le immagini arrivano dal Solar Dynamics Observatory della NASA, un satellite che fotografa il Sole di continuo. Le zone chiare sono le regioni più calde, quelle scure sono i buchi da cui esce il vento solare, cioè il flusso di particelle che investe anche noi.
Quando quel flusso si intensifica, il campo magnetico terrestre viene scosso: è ciò che rende visibili le aurore a latitudini insolite e che, nei casi più forti, disturba i satelliti e i segnali di navigazione. Il valore qui sopra dice quanto è agitato adesso.
"Il riscaldamento non sarà colpa del Sole?"
È l'obiezione più diffusa, ed è ragionevole: se l'energia arriva da lì, un Sole più attivo scalderebbe di più. Il modo per verificarlo è guardare quanto è stato attivo negli ultimi decenni, e le macchie solari sono il termometro più antico che abbiamo, contate senza interruzioni dal 1749.
Caricamento dei dati sull'attività solare…
Due velocità diverse
In questa pagina convivono due cose che vengono spesso confuse. Le mappe mostrano il tempo che fa: cambia di ora in ora, e un giorno fresco non dice nulla sul clima. Il numero in cima mostra il clima: è una media del pianeta calcolata su mesi e anni, e si muove lentamente. Quando al telegiornale si discute se un'ondata di calore sia colpa del riscaldamento, la domanda vera è se quel tipo di evento stia diventando più frequente, non se oggi faccia caldo.
Il dato NASA esce con qualche settimana di ritardo, perché mettere insieme le misure di tutto il mondo richiede tempo. Le mappe invece sono aggiornate in continuo.
Le mappe interattive sono fornite da Windy.com e l'immagine del Sole dalla NASA: aprendo questa pagina il tuo browser contatta anche i loro server.