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/// CIELO

Il 12 agosto il Sole si oscura a cena e la notte porta le stelle cadenti

La notte di San Lorenzo è una tradizione, non un calendario astronomico. Quest'anno la sera giusta era un'altra, ed era doppia: prima un'eclissi di Sole al tramonto, poi il picco delle Perseidi sotto una Luna nuova.

Pubblicato il 10 agosto 2026, aggiornato il 13 agosto a evento concluso · lettura 6 minuti
Mercoledì
12
agosto 2026
L'eclissi ha toccato il massimo fra le 19:20 e le 20:26 a seconda di dove ci si trovava, con il Sole ormai basso sull'orizzonte, e le stelle cadenti sono arrivate nella notte, con il picco fra le 4 e le 6 del mattino di giovedì 13.

Com'è andata

La fascia di totalità ha attraversato l'Artico, la Groenlandia e l'Islanda occidentale, dove il Sole è sparito anche sopra Reykjavík, ed è poi arrivata sulla Spagna settentrionale, sull'estremo nord-est del Portogallo e sulle Baleari. La durata massima è stata di 2 minuti e 18 secondi, in mare aperto a 45 chilometri dalla costa islandese. Il momento centrale del fenomeno è caduto alle 17:47 UTC, le 19:47 da noi.

In Italia si è vista la fase parziale, con la copertura che cresceva da sud-est verso nord-ovest: circa il 18 per cento in Calabria, oltre il 93 per cento in Piemonte, intorno al 95 per cento sulla Liguria di ponente e sulla Sardegna nord-occidentale. Il problema più serio non è stato il cielo ma l'orizzonte. Nel Centro-Sud il massimo cadeva a Sole già tramontato, e più a nord il disco era a pochi gradi di altezza: bastava una collina o un palazzo verso ovest-nord-ovest per perdere tutto, e nelle valli alpine l'ombra delle montagne è arrivata prima dell'eclissi.

Le Perseidi hanno avuto il massimo nelle ore che hanno preceduto l'alba di giovedì 13, con la Luna nuova a lasciare il cielo completamente buio.

Il punto, in breve

/// PRIMA L'ECLISSI

Il Sole che si spegne all'ora di cena

Mercoledì sera la Luna è passata davanti al Sole. In Islanda, in Groenlandia e nella Spagna settentrionale lo ha coperto del tutto, e per un paio di minuti si è fatta notte in pieno giorno. In Italia il Sole non è sparito, ma ci è andato vicino.

Da noi il fenomeno è cominciato attorno alle 19:30 e ha toccato il massimo fra le 19:50 e le 20:25, con il Sole già basso sull'orizzonte. Contava molto il posto: la copertura cresceva spostandosi verso nord-ovest.

Se te la sei persa

L'INAF, l'istituto nazionale di astrofisica, ha trasmesso una diretta dalle 19:30 di mercoledì 12 agosto, con le immagini raccolte dalle postazioni sul territorio e il commento degli astronomi. La registrazione resta sul canale YouTube di EduINAF, insieme ai materiali pubblicati sulle pagine di INAF e dell'Unione Astrofili Italiani.

Guardarla su uno schermo è del tutto sicuro, senza occhialini e senza precauzioni: il pericolo esiste soltanto quando la luce del Sole entra direttamente nell'occhio. Un video è luce di un televisore, come un film qualsiasi. È anche il modo migliore per farla vedere ai bambini, e l'unico per seguire la fase totale, che dall'Italia non si vedeva.

Che cos'è un'eclissi, spiegata semplice

La Luna gira attorno alla Terra e ogni tanto si infila fra noi e il Sole. Quando succede proietta la sua ombra sul nostro pianeta, e chi si trova dentro quell'ombra vede il Sole sparire.

La domanda che viene subito è: se la Luna passa davanti al Sole ogni mese, perché l'eclissi non è un fatto mensile? Perché la sua orbita è inclinata di circa cinque gradi rispetto a quella della Terra. Quasi sempre la Luna passa un po' più in alto o un po' più in basso, e la sua ombra manca il bersaglio finendo nel vuoto. Serve che i tre corpi si allineino quasi perfettamente, e capita poche volte l'anno.

C'è poi una coincidenza che rende tutto questo possibile, e che non ha nessuna spiegazione profonda: è solo fortuna. Il Sole è circa 400 volte più grande della Luna, ma si trova anche circa 400 volte più lontano. Il risultato è che dalla Terra i due dischi appaiono quasi identici, e la Luna riesce a coprire il Sole quasi esattamente. Su nessun altro pianeta del sistema solare capita una combinazione così precisa.

Il "quasi" spiega anche perché non tutte le eclissi sono uguali. L'orbita lunare non è un cerchio: quando la Luna è più vicina appare un filo più grande e copre tutto, e l'eclissi è totale; quando è più lontana lascia scoperto un anello luminoso. E chi si trova fuori dal cono d'ombra, come noi in Italia mercoledì, vede la Luna mordere il disco solare senza chiuderlo, ed è l'eclissi parziale che si è vista da qui.

Luogo Quanto Sole viene coperto Momento migliore
Ventimiglia95,8%attorno alle 20:20
Torino93,3%20:21
Milano92,3%20:20
Madrid (Spagna)99,98%20:32
Islanda occidentaletotale2 minuti e 18 secondi

Più ci si sposta verso sud-est meno Sole viene coperto: il nord-ovest è la zona privilegiata d'Italia. Gli orari sono quelli italiani.

Non guardare il Sole senza protezione

Questa è la parte da leggere per intera, perché un'eclissi parziale è più insidiosa di una totale: il Sole resta scoperto per una fetta, e quella fetta basta a bruciare la retina in modo permanente e indolore. Non te ne accorgi mentre succede.

Non servono a niente, e sono pericolosi: occhiali da sole anche scurissimi, lastre radiografiche, vetri affumicati, CD, pellicole, filtri fatti in casa. Non si guarda nemmeno con telescopio o binocolo senza un filtro solare apposito montato davanti, mai dietro l'oculare.

L'unico strumento sicuro sono gli occhialini da eclissi certificati ISO 12312-2, integri e senza graffi. In alternativa, la proiezione: un forellino in un cartoncino che proietta l'immagine del Sole su un secondo foglio, guardando il foglio e mai il cielo.

/// POI LE STELLE CADENTI

Perché la notte giusta non è San Lorenzo

La tradizione delle "lacrime di San Lorenzo" fissa il 10 agosto, ma lo sciame non conosce il calendario dei santi. Le Perseidi sono attive da metà luglio a fine agosto, e il massimo di quest'anno è caduto fra il 12 e il 13, con le ore migliori fra le 4 e le 6 del mattino.

In condizioni ideali si arriva a circa cento scie all'ora. Un numero da prendere per quello che è: vale per un cielo perfettamente buio, con il punto di origine allo zenit. Da un paese di campagna se ne contano molte meno, ma restano parecchie.

La differenza vera quest'anno la fa la Luna. Il 12 agosto è Luna nuova, cioè il nostro satellite è invisibile e non illumina il cielo. Negli anni in cui il picco capita vicino alla Luna piena, il chiarore cancella tutte le meteore deboli e ne restano poche. Stavolta no.

Cosa stai guardando davvero

Non sono stelle e non cadono. Sono granelli di polvere lasciati lungo la sua orbita dalla cometa 109P/Swift-Tuttle, scoperta nel 1862. Ogni agosto la Terra attraversa quella scia, e i granelli entrano nell'atmosfera a circa 59 chilometri al secondo.

A quella velocità l'aria davanti al granello si comprime e si scalda fino a incandescenza: quello che vedi è la colonna d’aria che si illumina lungo il percorso, non il sassolino che brucia. Quasi sempre si tratta di frammenti più piccoli di un chicco di riso, e si consumano a un centinaio di chilometri di quota, senza mai arrivare a terra.

Sembrano partire tutte dalla costellazione di Perseo, verso nord-est, ma è un effetto prospettico, come i binari che convergono all'orizzonte. Per questo non conviene fissare quel punto.

/// ISTRUZIONI

Come guardare, in pratica

Il picco è passato, ma lo sciame resta attivo fino a fine agosto e nelle prossime notti le meteore ci sono ancora, solo più rade. Queste indicazioni valgono per tutte.

Due tipi di detriti, uno spettacolo e un problema

C'è una simmetria che vale la pena notare, e riguarda da vicino quello di cui ci occupiamo di solito.

Le Perseidi sono detriti: polvere abbandonata da una cometa lungo il suo giro attorno al Sole. Sono innocui perché minuscoli, perché arrivano da lontano e perché l'atmosfera li consuma prima che tocchino terra. Li chiamiamo spettacolo e usciamo di casa per guardarli.

Attorno alla Terra però circolano anche detriti di un altro tipo: stadi di razzo esausti, satelliti spenti, frammenti di collisioni. Quelli non bruciano sempre, restano in orbita per anni e ogni tanto vanno a sbattere da qualche parte, come le quattro tonnellate finite sulla Luna il 5 agosto.

Stessa parola, due significati opposti. Quando conti le scie, quasi tutte sono polvere di cometa vecchia di secoli. Ma qualche puntino che attraversa il cielo con moto lento e regolare, senza lasciare scia, è un satellite che riflette il Sole. Ce ne sono migliaia, e ormai si notano a occhio nudo in qualsiasi notte serena.

Fonti

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