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Un satellite russo a mezzo chilometro da un radar commerciale: cosa è successo in orbita

Tra il 16 e il 18 ottobre 2026 il satellite militare russo Kosmos 2612 ha completato un avvicinamento prolungato a ICEYE-X36, radar ad apertura sintetica registrato negli Stati Uniti. I dati radar e ottici confermano la fase di prossimità, ma non vi è traccia di attacchi o interferenze. La sequenza era stata anticipata da mesi dai centri studi internazionali.

21 ottobre 2026 · lettura 7 minuti · dati CelesTrak / NORAD, LeoLabs, S2a Systems, KeepTrack, RUSI, CSIS

IL PUNTO

La sequenza del rendezvous: quaranta ore in scia

Nelle prime ore di venerdì 16 ottobre 2026, a circa 542 chilometri di altitudine sopra la Terra, due satelliti hanno iniziato a convergere su orbite quasi coincidenti, con bassissima velocità relativa. Il veicolo militare russo Kosmos 2612, lanciato nell'aprile 2026, stava manovrando da settimane per raggiungere il satellite commerciale ICEYE-X36, un apparato da circa 90 chilogrammi dotato di radar ad apertura sintetica (SAR) e registrato negli Stati Uniti da ICEYE US.

Secondo le analisi orbitali indipendenti pubblicate da KeepTrack e i rilevamenti della rete radar LeoLabs, la distanza tra i due oggetti è scesa da circa 480 chilometri a meno di cinque chilometri nella mattinata del 16 ottobre. Per circa 35-40 ore, lungo tutto il fine settimana, Kosmos 2612 ha volato in formazione co-orbitale dietro al bersaglio, restando costantemente a meno di tre chilometri e compiendo piccoli aggiustamenti con i propulsori di bordo.

Nelle prime ore di domenica 18 ottobre si è verificato il momento di massimo avvicinamento: le stime radar di LeoLabs indicano una separazione nell'ordine di circa 500 metri, mentre le analisi orbitali di KeepTrack stimano una forchetta compresa indicativamente tra 150 e 650 metri, a causa delle incertezze intrinseche dei dati pubblici. Dalla Svizzera, la società di monitoraggio ottico S2a Systems ha ripreso da terra una sequenza fotografica in cui i due punti luminosi appaiono quasi incollati nel cielo notturno. Tra il pomeriggio e la notte di domenica 18 ottobre (tra le 12:25 e le 23:34 UTC, secondo i dati analizzati da KeepTrack), Kosmos 2612 ha modificato nuovamente la propria quota avviando la manovra di allontanamento, divenuta chiaramente osservabile lunedì 19 ottobre.

ORBITA ELIOSINCRONA POLARE A 542 KM DI QUOTA · VELOCITÀ TANGENZIALE 7,59 KM/S 1. 15-16 OTTOBRE Chiusura della distanza Da 480 km a <5 km Recupero lungo il piano 2. 17-18 OTTOBRE Fase di prossimità (~35-40h) Volo co-orbitale entro 3 km Minima distanza: ~500 m Velocità relativa minima 3. 18-19 OTTOBRE Allontanamento Manovra di allontanamento Apertura della separazione
Ricostruzione grafica dell'avvicinamento condotto da Kosmos 2612 (rosso) a ICEYE-X36 (azzurro) sulla base delle analisi di KeepTrack e delle rilevazioni di LeoLabs e S2a Systems.

COSA È DIMOSTRATO DAI DATI E COSA NO

Avvicinamento intenzionale: DIMOSTRATO. I dati radar di LeoLabs, le analisi dei parametri orbitali di KeepTrack e le riprese dei telescopi svizzeri di S2a Systems confermano una manovra attiva deliberata, ottenuta accendendo più volte i propulsori per allinearsi al satellite bersaglio.

Permanenza a 500 metri per tre giorni: NON DIMOSTRATA. Kosmos 2612 è rimasto nelle vicinanze di ICEYE-X36 per quasi 40 ore, ma a distanze variabili (fino a circa 3 chilometri). La stima di circa 500 metri (con intervalli compresi tra 150 e 650 metri nei modelli KeepTrack) rappresenta il punto di massimo avvicinamento raggiunto nella notte di domenica 18 ottobre, soggetto ai margini di precisione del tracciamento radar da terra.

Attacco fisico, sabotaggio o disturbo elettronico: NESSUNA PROVA. Non risultano evidenze pubbliche di impatti, danni strutturali o interferenze operative a carico di ICEYE-X36. Parlare di arma impiegata o intercettazione riuscita descrive scenari teorici, non fatti documentati dai dati disponibili.

Legame con la guerra in Ucraina: PROVATO A LIVELLO SOCIETARIO, NON DI SINGOLO SATELLITE. ICEYE ha accordi ufficiali con il Ministero della Difesa ucraino per la fornitura di dati SAR. Né ICEYE né le agenzie di sicurezza hanno tuttavia confermato che l'esemplare X36 fosse specificamente impiegato per missioni sul fronte bellico.

La fisica dell'incontro: perché la velocità relativa non è quella orbitale

Per comprendere l'evento bisogna distinguere tra la velocità a cui un satellite gira attorno alla Terra e la velocità con cui due satelliti si muovono l'uno rispetto all'altro.

A 542 chilometri di altitudine, la gravità terrestre impone a qualunque oggetto in orbita circolare una velocità tangenziale di 7,59 chilometri al secondo, pari a circa 27.300 chilometri all'ora. Se due satelliti si incrociano su piani orbitali differenti, sfrecciano a vicenda a una velocità relativa che può raggiungere i 10 o 15 chilometri al secondo: in quel caso un passaggio a 500 metri dura una frazione irrisoria di secondo e non comporta alcun pedinamento.

Kosmos 2612, invece, non stava semplicemente incrociando ICEYE-X36: si è inserito su un'orbita quasi coincidente, condividendone inclinazione e quota per minimizzare la velocità reciproca. In una configurazione co-orbitale, la velocità relativa tra i due veicoli scende a valori minimi, nell'ordine di decine di centimetri o pochi metri al secondo. È la situazione di due vetture che viaggiano appaiate su due corsie contigue di un'autostrada deserta: la velocità rispetto al suolo è elevatissima, ma tra di loro appaiono quasi ferme.

Calcolare che a 7,59 km/s uno spazio di 500 metri viene percorso in 66 millesimi di secondo serve a rendere l'idea della scala spaziale dell'orbita, ma non descrive il tempo a disposizione per reagire o il rischio di collisione. Il vero elemento di allarme per gli operatori è un altro: pilotare a distanza ravvicinata senza canali di comunicazione diretti tra le due sale di controllo trasforma qualsiasi errore di accensione o guasto al sistema di guida in un rischio concreto per entrambi i satelliti.

I dati del catalogo NORAD: quattro diecimillesimi di grado

Nello spazio modificare la quota richiede un consumo modesto di carburante, ma inclinare il piano orbitale necessita di una quantità enorme di energia, perché bisogna contrastare lateralmente l'inerzia di un oggetto lanciato a più di settemila metri al secondo. Sebbene orbite simili possano occasionalmente verificarsi anche senza intento operativo, in questo caso la sequenza coordinata delle manovre propulsive e la permanenza ravvicinata dimostrano un'azione deliberata.

Il catalogo pubblico NORAD / CelesTrak (aggiornato al 20 ottobre 2026) documenta la geometria risultante delle orbite. Kosmos 2612 fa parte di un gruppo di satelliti militari (da Kosmos 2609 a 2614) immessi in orbita nell'aprile 2026 dal razzo russo Soyuz con lo stadio superiore manovrabile Volga. Mentre il primo satellite rilasciato (Kosmos 2609) è rimasto su un piano con inclinazione di 98,14 gradi e nodo ascendente a 88,98 gradi, gli elementi successivi sono stati progressivamente spostati per collimare con il satellite commerciale:

Oggetto e catalogo Operatore e ruolo Inclinazione Nodo ascendente Periodo medio
ICEYE-X36
NORAD 59103 · 2024-043F
ICEYE US (Stati Uniti)
Radar commerciale SAR
97,8538° 73,9643° 15,07838 giri/dì (~542 km)
Kosmos 2612
NORAD 68762 · 2026-083H
Ministero Difesa russo
Autore del rendezvous ravvicinato
97,8542° 73,8278° 15,07842 giri/dì (~542 km)
Kosmos 2610 e 2611
NORAD 68758 / 68759
Ministero Difesa russo
Stesso piano, scostamento orizzontale
97,82° – 97,83° 72,5° – 73,1° 15,066 – 15,069 giri/dì
Kosmos 2609
NORAD 68754 · 2026-083B
Ministero Difesa russo
Rilasciato prima del cambio di piano
98,1385° 88,9814° 15,05899 giri/dì

Dati: elementi orbitali medi (GP/TLE) CelesTrak / NORAD rilevati il 20 ottobre 2026 (epoca di osservazione 2026-10-20T06:00Z). Lo scarto di inclinazione tra Kosmos 2612 e ICEYE-X36 risulta di soli quattro diecimillesimi di grado (0,0004°). Le accensioni dei propulsori non sono osservabili direttamente ma sono state inferite analiticamente dai modelli di propagazione di KeepTrack e dalle misurazioni radar di LeoLabs.

La minaccia era stata prevista: i rapporti di RUSI e CSIS

L'avvicinamento di metà ottobre non è arrivato all'improvviso. Nello spazio circumterrestre le manovre di cambio piano richiedono settimane o mesi, e sono visibili a chiunque analizzi con metodo i cataloghi di tracciamento pubblico.

Il 17 giugno 2026 il think tank britannico Royal United Services Institute (RUSI) ha pubblicato un'analisi dettagliata intitolata Checkmate? Russian Orbital Manoeuvring Threatens Ukraine’s Space Capability. Gli analisti di Londra documentavano che già nel mese di maggio quattro satelliti militari russi avevano avviato manovre di correzione orbitale coordinate per allinearsi al piano di passaggio di ICEYE-X36, individuando nel radar commerciale un potenziale bersaglio di monitoraggio o di segnalazione politica.

Quattro mesi più tardi, il 15 ottobre 2026, il prestigioso Center for Strategic and International Studies (CSIS) di Washington ha diffuso un'ulteriore valutazione di rischio firmata dagli analisti dell'Aerospace Security Project (Could Russia Be Poised to Use an On-Orbit Weapon Against a Commercial Satellite?), evidenziando che Kosmos 2612 stava chiudendo rapidamente il divario chilometrico e discutendo i dilemmi difensivi posti da operazioni di prossimità non coordinate contro assetti commerciali.

Questa sequenza di analisi dimostra come la sorveglianza spaziale moderna (SSA, Space Situational Awareness) permetta di anticipare le dinamiche orbitali con largo anticipo rispetto alle cronache generaliste, offrendo agli operatori e alle istituzioni il tempo per valutare i rischi.

Cosa permette la vicinanza: ispezione, disturbo e limiti fisici

Portarsi a poche centinaia di metri da un satellite altrui rientra nelle operazioni di incontro e prossimità (RPO, Rendezvous and Proximity Operations). Come osservato da LeoLabs e dagli esperti del settore, una manovra di questo tipo conferisce a chi la compie una serie di capacità operative distinte:

Spesso si cita anche la possibilità di condurre un disturbo radio ravvicinato (proximity jamming). Dal punto di vista teorico della propagazione nello spazio libero, la potenza di un segnale radio decresce con il quadrato della distanza: una sorgente a 500 metri gode di un vantaggio geometrico di oltre un milione di volte rispetto a un trasmettitore collocato a terra a 542 chilometri di distanza.

Tuttavia, gli esperti ricordano che nella realtà l'efficacia di un disturbo non si riduce alla sola distanza. Contano la frequenza operativa (la banda X dei radar SAR richiede apparati specifici), il diagramma di radiazione e il guadagno delle antenne, l'orientamento reciproco e la capacità di filtraggio del ricevitore di bordo. Nel caso di ICEYE-X36, nessuna fonte ha segnalato tentativi effettivi di accecamento o disturbo radio durante le quaranta ore di prossimità.

La risposta delle costellazioni: la difesa è il numero

L'episodio conferma quello che gli analisti di sicurezza spaziale chiamano il dilemma difensivo dei satelliti commerciali. Un'unità come ICEYE-X36 pesa meno di cento chili e dispone di una quantità limitata di propellente, calibrata per mantenere la quota operativa e compiere le manovre anti-collisione strettamente necessarie lungo il ciclo di vita.

Se un piccolo satellite commerciale tentasse di sottrarsi a manovre ripetute di inseguimento compiendo frequenti correzioni evasive, rischierebbe di consumare prematuramente la propria riserva di delta-V e propellente, compromettendo la durata della missione senza che l'avversario debba ricorrere ad alcuna azione cinetica.

Per questa ragione, la vera protezione delle reti commerciali risiede nell'architettura distribuita. Come ha ribadito la stessa ICEYE in una dichiarazione rilasciata a Via Satellite, la costellazione è progettata per assorbire anomalie o indisponibilità di singoli nodi senza interrompere il servizio complessivo. Concentrare un intero satellite militare e mesi di manovre per tallonare un unico piccolo radar dimostra un'elevata perizia di navigazione, ma lascia operative tutte le altre decine di unità che continuano a sorvolare la Terra a intervalli regolari.

Fonti e documentazione verificata

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