Anomalia a Quirra per Space Rider: perso il modello di prova della navetta riutilizzabile europea
L'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha confermato la perdita di un prototipo a grandezza naturale del modulo di rientro di Space Rider a seguito di un test di rilascio effettuato al poligono di Salto di Quirra, in Sardegna. Durante la sequenza di discesa si e' verificata un'anomalia nel dispiegamento del grande paracadute alare (parafoil). L'ESA ha avviato un'indagine indipendente per chiarire la dinamica esatta dell'accaduto.
Quadro sintetico dell'evento • Campagna Drop Test 2026
Cosa e' confermato ufficialmente e cosa e' sotto indagine
Il test condotto nei cieli sardi rientra nella complessa campagna di qualifica atmosferica del modulo di rientro (Re-entry Module) di Space Rider, sviluppata nell'ambito del programma ESA in sinergia tra i co-prime contractor Thales Alenia Space e Avio, con il supporto di ricerca del CIRA e dei partner industriali europei. La prova prevedeva il rilascio in quota del modello da elicottero per verificare il comportamento del sistema di discesa e la transizione verso il volo planato controllato.
Secondo le comunicazioni fornite dall'ESA, durante la fase di apertura dell'ala parafoil si e' manifestata un'anomalia che ha impedito il completamento della corretta configurazione di volo, provocando la perdita del modello di prova nel corso della campagna condotta presso il poligono.
Nota di verifica dei fatti: Non e' andato distrutto il veicolo spaziale destinato all'orbita, ma un modello sperimentale a grandezza naturale, realizzato per le prove di sgancio in volo e per verificare il comportamento aerodinamico, il sistema di discesa e l'atterraggio. La causa precisa dell'anomalia non e' stata ancora comunicata. L'ESA ha confermato che e' in corso un'indagine indipendente per identificarla e definire i passi successivi.
Questo evento segue una precedente interruzione avvenuta nel maggio 2026: in quella circostanza la prova venne abortita preventivamente durante la fase di ascesa sotto l'elicottero a causa di un'anomalia registrata durante la salita vincolata con l'elicottero, consentendo il recupero intatto del modello. Nel test di ottobre, invece, l'anomalia si e' presentata dopo lo sgancio, durante la sequenza di dispiegamento dell'ala.
Perche' Space Rider impiega un parafoil orientabile
Il progetto europeo Space Rider adotta una configurazione a corpo tozzo portante (lifting body) privo di grandi ali rigide per ridurre la resistenza e proteggere la struttura dalle temperature estreme durante il rientro atmosferico a velocita' ipersonica.
Per la fase terminale a bassa quota, invece di ricorrere a lunghissime piste aeroportuali convenzionali ad altissima velocita' come l'X-37B statunitense o all'ammaraggio nell'acqua marina salata tipico delle capsule, la scelta e' caduta su un parafoil orientabile di grandi dimensioni:
- Guida della traiettoria: Attuatori elettromeccanici controllati dal sistema avionico di bordo agiscono sulle linee di governo del paracadute per impostare la rotta verso il punto di atterraggio prestabilito.
- Manovra di frenata finale: In prossimita' del contatto con il terreno viene eseguita una cabrata (flare) che smorza la velocita' verticale, consentendo al modulo di toccare terra sul proprio sistema di atterraggio su pattini a una velocita' controllata.
La criticita' tecnica della manovra: L'apertura e il gonfiaggio rapido di un'ala parafoil da una sacca compressa mentre un corpo pesante precipita attraverso l'aria densa rappresenta uno dei momenti piu' delicati della transizione di volo, dove le forze aerodinamiche e la stabilita' dell'assetto devono coordinarsi con tolleranze strettissime.
Il ruolo industriale e la struttura del programma
Il programma Space Rider e' finanziato dall'ESA nell'ambito delle attivita' di trasporto spaziale ed e' sviluppato con un ruolo centrale dell'industria italiana ed europea:
| Organizzazione | Ruolo | Ambito tecnologico |
|---|---|---|
| Thales Alenia Space (Italia) | Co-prime contractor | Modulo di rientro (RM), struttura, scudo termico e sistemi di bordo |
| Avio (Colleferro) | Co-prime contractor | Modulo di servizio orbitale ALEV (sviluppato a partire dallo stadio AVUM di Vega-C) |
| CIRA (Capua) | Centro di ricerca aerospaziale | Progettazione, integrazione, avionica di guida autonoma ed esecuzione dei test di sgancio |
| Consorzio europeo | Partner industriali (tra cui SENER, INCAS) | Meccanismi del parafoil, sottosistemi di separazione e pattini di atterraggio |
Le prospettive del programma verso il debutto con Vega-C
I test di sgancio con modelli di prova hanno lo scopo precipuo di evidenziare eventuali criticita' prima del montaggio sul lanciatore. L'indagine indipendente avviata dall'ESA avra' il compito di esaminare i parametri registrati durante la prova per identificare la causa scatenante dell'anomalia e stabilire gli eventuali interventi correttivi necessari prima della ripresa dei test.
Per quanto riguarda la tempistica operativa, gli obiettivi di programma indicano come finestra di riferimento per il volo inaugurale il secondo trimestre del 2028, con lancio a bordo del vettore Vega-C dallo spazioporto europeo di Kourou e atterraggio previsto sull'isola di Santa Maria nelle Azzorre. L'effettivo impatto sul calendario dipendera' dalle conclusioni dell'inchiesta tecnica e dall'eventuale fabbisogno di nuove sessioni di prova del sistema di discesa.
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